Romantico Metropolitano
Tra il 2008 e il 2009 realizzai, in accordo con l’Ufficio Carta dell’Agro del Comune di Roma, una campagna fotografica sui manufatti di archeologia industriale. Osservando quegli spazi ho pensato alle funzioni che avevano nel passato in relazione alla città, al loro presente di vuoto, di abbandono, al loro relativo degrado e a come una comunità potesse restituirgli una funzione e ripensarne l’uso. Il progetto “Romantico Metropolitano” si concentra su alcuni spazi “irrisolti”, dal futuro incerto, o meglio, sul cui futuro si genera un conflitto; luoghi,appunto, conflittuali. Penso agli ex Mercati Generali di Via Ostiense inattivi dal 2002 che dovevano essere trasformati, già dal 2009, nella ”Città dei giovani” con progetto di Reem Koolhaas , ma giacciono ancora semiabbandonati; ai meravigliosi esempi di archeologia industriale contenuti nell’area Italgas dell’Ostiense che, a parte il Gazometro recentemente e incredibilmente restaurato, si stanno sfarinando irreversibilmente. Penso all’ex Mattatoio patchwork scucito composto da MACRO Testaccio, un pezzo di Università Roma Tre, dalla Città dell’altra economia, dalla Pelanda, da molteplici interspazi e manufatti abbandonati. La mia è fotografia di documentazione immersiva che pur non rinunciando alla soggettività della visione, non è critica, non è nostalgica e non vuol essere di denuncia. E’ riflessione sul fotografare (cosa, come, quando, a quale distanza e con che lente etc.) e sull’oggetto fotografato. Con il mio lavoro non voglio affermare nulla, ma, più semplicemente, suscitare in chi guarda una riflessione.
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